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Il Palazzo De Simone
Armonioso nella struttura, magistrale nella realizzazione progettuale, unico per l'incastonatura nelle falde della montagna: il palazzo De Simone rappresenta, per il patrimonio culturale ed artistico del territorio, una delle strutture più importanti e preziose. Da secoli troneggia su Bracigliano con la maestosità della storia che le sue mura conservano, con i segreti che i nobili che lo hanno abitato hanno celato al suo interno e con i tanti misteri che lo rendono ancora più speciale. Oltre alla datazione incerta, anche il nome dell'autore del palazzo De Simone resta avvolto in un'aura di mistero. Gaetano del Pezzo, noto ingegnere ed architetto napoletano, agli inizi degli anni '50 visitò Bracigliano e restò affascinato dalla bellezza e dall'imponenza della struttura del palazzo. Con consapevolezza da esperto intuì l'enorme valore della particolare struttura architettonica, l'unicità della costruzione fusa con il territorio nell'abbraccio con la montagna che sorge alle sue spalle, l'elegante e fiera armonia della parti. Quel palazzo era frutto di una mente geniale, era la creazione di uno spirito artistico di grande valore. E l'ingegnere pronunciò il nome del più importante architetto campano del 600: Luigi Vanvitelli. Lo spirito poliedrico e geniale del Vanvitelli era effettivamente noto nella zona e la più vicina testimonianza riscontrabile è l'elegante palazzo di Mercato San Severino , sede del comune, che porta proprio il suo nome; né sono da escludere le somiglianze progettuali tra i due palazzi. Per cui l'ipotesi di una effettiva paternità del Vanvitelli, non sarebbe da scartare del tutto. Prima di diventare sede di nobili famiglie, il palazzo De Simone era un castello, anzi, più precisamente un “fortellito”, un piccolo forte costruito con lo scopo di difendere il territorio da attacchi e invasioni. Nel 1754 fu trasformato in residenza nobiliare e divenne proprietà del marchese Nicola Gerardo Miroballo d'Aragona. Esemplare fu la maestosità degli arredamenti e il gusto con cui la nobile famiglia trasformò un fortino in un palazzo marchesale. Nel 1824 un'altra famiglia nobiliare entrò in possesso del palazzo scegliendolo come propria abitazione: i De Simone. I ricchi signori apportarono numerose modifiche alla struttura e all'arredamento, facendo costruire anche una cappella privata nella penultima stanza del palazzo, nel lato orientale. La signora Ludovica Piccirilli, moglie dell'avvocato Gennaro De Simone, si dedicò all'arredo della cappella che fu impreziosita con quadri di famiglia e suppellettile liturgica di pregiata manifattura. I ricordi che legano i più anziani al palazzo De Simone sono quelli scolatici. Infatti nel 1938 il palazzo fu acquistato dal comune di Bracigliano e destinato e diventare edificio scolastico elementare e materno. Nel 1967 il secondo piano fu destinato alla nuova scuola media. Anni di incuria e disinteresse hanno causato il deperimento di una struttura architettonicamente e storicamente preziosa, fino alla decisione dell'amministrazione Albano di ristrutturare il palazzo. Al termine dei lavori l'edificio sarà sede di un museo di civiltà contadina, di un auditorium e del parco letterario “ Lo cunto de li cunti ”. Testimone di un passato glorioso e nobiliare che affonda le sue radici nella storia più antica del paese, in futuro sarà luogo della memoria e centro culturale, fulcro della dinamica vita artistica ed intellettuale di Bracigliano.
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