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Lo cunto de li cunti Lo Cunto de li Cunti , ovvero “ Lo trattenemiento de' peccerille ” è l'opera più importante realizzata da Giambattista Basile. Il titolo non deve però trarre in inganno: il Cunto, opera squisitamente letteraria, non era affatto dedicato ai bambini, bensì ad un pubblico maturo, pur se rozzo e incolto quale era quello dei casali, capace d'intendere i frequentissimi doppi sensi che caratterizzavano le metafore. “ Lo Cunto de li cunti ” fu pubblicato postumo con il nome del suo autore anagrammato in quello di Gian Alesio Abbatutis . Nelle edizioni posteriori ebbe il sottotitolo di “ Pentamerone ”, sia a ricordo dell'opera di Boccaccio, cui si avvicina nella cornice, sia a somiglianza delle raccolte di novelle orientali, strutturalmente costruite su un racconto centrale attorno al quale ruotano tutti gli altri. Il Cunto infatti presenta una struttura circolare: un racconto all'interno del quale sono narrati altri quarantanove racconti. L'opera è divisa in cinque giornate di recitazione comica e ciascuna giornata si chiude con un'egloga di argomento morale recitata da due servi-attori. L'atmosfera ricostruita nel Cunto è quella che si respirava nei casali, tipiche aggregazioni di cortili intorno ad un corpo centrale, all'interno dei quali si radunava la gente comune per trascorrere qualche ora ascoltando piacevolmente i “trattenimenti”cioè le narrazioni di racconti Il Cunto è un'opera di grande sapienza e tecnica letteraria, unica nel sollevarsi dal generale grigiore della novellistica secentesca, e per questo definito dalla critica “ il primo e più illustre fra quanti libri di fiabe esistano nella civiltà europea ” . Basile si accosta al mondo della fiaba popolare con la sensibilità propria dell'artista che ad essa infonde “ il lume e il suono e l'anima del suo umano sentire ” . Dotato di una struttura flessibile, in continuo ed aperto contrasto con i canoni del racconto umanistico , con gli schemi e i vincoli del genere favolistico classico, Il Cunto rappresenta un'innovazione in ambito favolistico e crea un unicum letterario di massimo spessore. Ogni racconto presenta la stessa struttura e la stessa logica: come incipit e chiusura c'è un proverbio che ha il compito di smorzare il tono fortemente espressivo ed audace del racconto stesso. Gli eventi narrati sono disposti secondo la medesima sequenza logica : Non tutti sanno che proprio “ Il Cunto de li cunti ” è stato la fonte di ispirazione di gran parte della letteratura fiabesca europea e i più noti racconti quali “Cenerentola”, “La bella addormentata nel bosco”, “Il Gatto con gli stivali”, sono il risultato di riduzioni o adattamenti dei racconti di Basile. Il cunto divenne un libro noto, fu tradotto in altre lingue europee già alla fine del Seicento, e da queste traduzioni presero spunto autori come Perrault, i fratelli Grimm altri per scrivere le fiabe nella forma cui che le conobbe il resto del mondo . Il tema dominante nell'intera opera è il rapporto speculare che esiste tra realtà e finzione: attraverso la menzogna e l'invenzione della favola, Basile racconta la verità del mondo. Solo la quarantanovesima fiaba non è una finzione, ma è il racconto delle vicende personali della narratrice, la principessa Zoza, che rompe così l'incantesimo. Indefinito è l' asse temporale, così come quello spaziale: l'ambientazione non è quasi mai riconducibile a luoghi reali o identificabili. Anche i protagonisti hanno nomi e caratteri che non dicono nulla sulla loro identità, sul loro “io”. La sola indicazione che li connota e li inserisce all'interno della realtà è l'appartenenza ad una certa gerarchia sociale: sono re, principesse, villani o mercanti, membri di una gerarchia che li pone in alto o in basso nella scala sociale. La metamorfosi è un importantissimo tema che ripercorre l'intera opera e la connota ancora una volta di una dimensione dinamica ed attiva. La realtà in continua evoluzione, il divenire dei fatti e delle storie è una risoluzione, una tappa obbligatoria del percorso tracciato all'interno del “ Pentamerone ”: ecco il filo conduttore dell'opera. Tutti i protagonisti prima del termine del racconto cambiano sempre la propria condizione: determinante in Basile è il cambiamento di status.
Il viaggio è l'altro tema ricorrente e protagonista dell'intera raccolta. L' allontanamento, il distacco, l'esilio forzato, sono aspetti riproposti da Basile in ogni fiaba. La partenza rappresenta sempre un momento di rottura, la rinuncia di condizione nota per una nuova, spesso per luoghi sconosciuti, non agevoli e ricchi di insidie. |